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News ed Eventi
Il sito archeologico di Grignano riporta alla luce la lavorazione dell’ambra
Una scoperta straordinaria, la documentazione più consistente in Italia
COMUNE DI ROVIGO
Ufficio Stampa: Paola Gasperotto
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Il sito archeologico di Grignano riporta alla luce la lavorazione dell’ambra
una scoperta straordinaria, la documentazione più consistente in Italia
Un ritrovamento straordinario. Così è stata definita la scoperta di un’area in cui è documentata la lavorazione dell’ambra in località Campestrin a Grignano Polesine. Si tratta sicuramente, come hanno spiegato gli esperti, della documentazione più consistente esistente attualmente in Italia. Sono stati ritrovati blocchetti di ambra grezza, perle semilavorate, perle finite e migliaia di schegge e scarti di produzione: tutte le fasi della catena di lavorazione. La perla più caratteristica è quella “tipo Tirinto”, dal nome della cittadina micenea della Grecia dove fu rinvenuta per la prima volta.
La presentazione ufficiale di questa grande scoperta, si è tenuta oggi al Museo grandi fiumi, alla presenza tra gli altri, del sindaco Fausto Merchiori, dell’assessore alla Cultura Federico Frigato, del dirigente del settore Cultura Andrea Pirani, del direttore archeologo della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto Luciano Salzani e di Mauro Cesaretto restauratore del Museo grandi fiumi.
Il sindaco portando il suo saluto, si è complimentato per il ritrovamento e per il grande lavoro che molte persone con passione portano avanti.
“Quanto viene proposto oggi è di grande rilevanza e inoltre, segnala quanto il nostro territorio sia interessante per le diverse epoche rappresentate e per la lettura della nostra vicenda civile. Ma rientra anche all’interno di un disegno più ampio che rende onore alla sensibilità di tante persone qualificate per competenza e passione culturale. Ringraziando tutti coloro che hanno collaborato su questo progetto, mi preme sottolineare l’importanza di unire le forze per ottenere risultati più grandi”.
Soddisfazione anche da parte dell’assessore Frigato per questo nuovo passo avanti compiuto nella scoperta archeologica.
Salzani, che ha coordinato le ricerche, ha ricordato la storia della vicenda che risale ad un progetto pluriennale di ricerca sulla protostoria nel Medio Polesine. “l Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto – ha spiegato - hanno collaborato dagli inizi del mese di settembre ai primi giorni di novembre di quest’anno allo svolgimento della seconda campagna di scavi a Grignano Polesine, in località Campestrin.
Lo scopo era quello di verificare i risultati dei primi sondaggi effettuati nel 2008, quando erano emersi indizi di un sito assai rilevante per l’archeologia polesana, in quanto probabilmente da mettere in relazione con le origini dell’abitato della vicina Frattesina (XII secolo a.C.).
Le ricerche hanno confermato la presenza di un villaggio di capanne lungo quello stesso antico corso del Po (noto agli studiosi come “Po di Adria”) su cui nacque anche Frattesina, ma la scoperta più sorprendente riguarda appunto, un’area in cui è documentata la lavorazione dell’ambra. E’ noto che i principali giacimenti di ambra, una resina fossile, si trovano nei paesi sul Mar Baltico. Da qui, lungo una via verso meridione (la “via dell’ambra”), i mercanti dell’età del Bronzo portavano il materiale grezzo fino alle coste dell’Adriatico. Ora è stata scoperta a Grignano una delle tappe principali di arrivo, dove l’ambra veniva lavorata per essere quindi smerciata in tutto il Mediterraneo.
Data l’eccezionalità del ritrovamento, che arricchisce considerevolmente le conoscenze archeologiche sul Polesine, al Museo dei Grandi Fiumi è già allo studio l’ampliamento della sezione espositiva dell’Età del Bronzo con nuove installazioni didattiche che consentiranno ai visitatori di comprendere pienamente il significato scientifico della scoperta e la sua grande valenza per il territorio. Le prospettive del progetto – ha concluso Salzani -, sono tre: continuare gli scavi sul campo, iniziare le analisi di laboratorio e la valorizzazione”.
Le ricerche, sono state svolte sul campo da Michele De Michelis e Francesca Porta della ditta SAP, Mauro Cesaretto, Gianfranco Vigato e Elena Masiero dell’ufficio scientifico del Museo dei Grandi Fiumi, Paolo Marcello dell’ufficio tecnico del Comune di Rovigo, gli studenti del primo anno del corso di assistente restauratore della CNA di Rovigo, le studentesse del terzo e quarto anno del Liceo Artistico di Rovigo con l’insegnante Stefania Zerbinati, le volontarie Giulia Boaretto, Fabiola Mischiatti e Anna Previato.
I fratelli Previatello di Grignano, proprietari del terreno, hanno dimostrato agli archeologi la massima disponibilità e collaborazione.
Lo scavo è stato finanziato da Comune di Rovigo, Fondazione Rovigo Cultura e Regione del Veneto.
Rovigo, 17/12/2009